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1.
L'Assemblea parlamentare fa riferimento alla sua Risoluzione 1096 (1996)
sulle misure per smantellare l'eredità dei sistemi totalitari comunisti.
2.
I regimi totalitari comunisti che governarono nell'Europa Centrale ed
Orientale nel secolo passato, e che sono tuttora al potere in molti Paesi del
mondo, sono stati, senza eccezioni, caratterizzati da massicce violazioni dei
diritti umani. Le violazioni hanno differito in funzione della cultura, del
Paese e del periodo storico e hanno incluso assassini ed esecuzioni
individuali e collettive, morti in campi di concentramento, fame,
deportazioni, torture, lavoro in schiavitù e altre forme di terrore fisico di
massa, persecuzioni su base religiosa o etnica, violazioni della libertà di
coscienza, pensiero e parola, della libertà di stampa, e mancanza del
pluralismo politico.
3.
I crimini sono
stati giustificati in nome della teoria della lotta di classe e del principio
della dittatura del proletariato. L'interpretazione di entrambi i principi
hanno legittimato la "eliminazione" di popoli considerati nocivi alla
costruzione di una nuova società e, come tali, nemici dei regimi totalitari
comunisti. Un vasto numero di vittime in ogni Paese coinvolto furono propri
connazionali. Fu il caso particolarmente dei popoli dell'ex URSS che di gran
lunga superarono altri popoli in termini di numero di vittime.
4. L'Assemblea riconosce che, nonostante i crimini dei regimi totalitari
comunisti, alcuni partiti comunisti europei hanno contribuito a conseguire la
democrazia.
5.
La caduta dei regimi
totalitari comunisti nell'Europa Centrale ed Orientale non è stata seguita in
tutti i casi da una inchiesta internazionale sui crimini da loro commessi.
Inoltre, gli autori di questi crimini non sono stati portati in giudizio dalla
comunità internazionale, come fu il caso dei crimini orribili commessi dal
nazionalsocialismo.
6.
Conseguentemente, la coscienza pubblica dei crimini commessi dai regimi
totalitari comunisti è molto povera. I partiti comunisti sono legali e attivi
in vari Paesi, anche se in molti casi non si sono distanziati dai crimini
commessi nel passato dai regimi totalitari comunisti.
7.
L'Assemblea è convinta che la coscienza della storia sia una delle precondizioni per evitare simili crimini nel futuro. Inoltre, la denuncia e la
condanna morale dei crimini commessi svolge un importante ruolo
nell'educazione delle giovani generazioni. La chiara posizione della comunità
internazionale sul passato può essere un riferimento per le sue azioni future.
8.
Inoltre, l'Assemblea ritiene che quelle vittime dei crimini commessi dai
regimi totalitari comunisti che sono ancora vive e le loro famiglie, meritino
simpatia, comprensione e riconoscenza per le loro sofferenze.
9.
I regimi totalitari comunisti sono tuttora attivi in vari Paesi del mondo
ed i crimini continuano ad essere commessi. La percezione dell'interesse
nazionale non dovrebbe prevenire i Paesi da una adeguata critica agli attuali
regimi totalitari comunisti. L'Assemblea condanna con forza tutte quelle
violazioni dei diritti umani.
10.
I dibattiti e le
condanne che hanno avuto luogo da tempo a livello nazionale in vari stati
membri del Consiglio d'Europa non possono dispensare la comunità
internazionale da prendere una chiara posizione sui crimini commessi dai
regimi totalitari comunisti. Vi è un obbligo morale a farlo senza
ulteriore ritardo.
11.
Il Consiglio d'Europa è nella
posizione per tale dibattito a livello internazionale. Tutti i Paesi europei
ex comunisti, con l'eccezione della Bielorussia, sono oggi suoi membri e la
protezione dei diritti umani e lo stato di diritto sono i valori fondamentali
su cui si basano.
12.
Inoltre, l'Assemblea parlamentare condanna con forza le massicce
violazioni dei diritti umani commesse dai regimi totalitari comunisti ed
esprime simpatia, comprensione e riconoscenza alle vittime di tali crimini.
13.
Inoltre, richiama tutti i partiti comunisti o post-comunisti nei suoi
Stati membri che non lo hanno già fatto di valutare di nuovo la storia del
comunismo e del proprio passato, di prendere chiaramente le distanze dai
crimini commessi dai regimi totalitari comunisti e di condannarli senza alcuna
ambiguità.
14.
L'Assemblea ritiene che questa chiara
posizione della comunità internazionale aprirà la via alla riconciliazione.
Inoltre, incoraggerà con fiducia gli storici di tutto il mondo a continuare le
loro ricerche finalizzate a determinare ed a verificare oggettivamente quanto
avvenuto.
( testo
titolato "Necessità di una condanna internazionale dei crimini dei regimi
comunisti totalitari" approvato il 25 gennaio 2006 dal Parlamento Europeo con
99 voti a favore e 42 voti contrari, espressi da varie forze politiche della sinistra europea )
Testo ufficiale (COE
- in inglese) |